LA DEPRESSIONE NELLA TERZA ETA’

Siamo entrati già da oltre un decennio negli anni 2000, ma l’attenzione di gran parte della Società ancora non ha ben capito come comportarsi nei confronti degli Anziani.

Fino agli anni ’60 la vita in famiglia era diversa, spesso si viveva tutti insieme in un’unica abitazione, anche il lavoro era nei pressi della propria casa.  Si era più presenti nella vita di ogni componente famigliare, ed era normale crescere e spesso invecchiare nello stesso posto dive si era nati.

Oggi quel tipo di focolare non esiste più. Il progresso ha cambiato inevitabilmente molte cose  in meglio, come la creazione di nuove tecnologie, la scoperta di cure farmacologiche etc; di contro però, le persone anziane non sono state tenute in considerazione  riguardo la loro estraneità nell’usare questi mezzi,  e un po’ per la riluttanza che hanno nell’affrontare le novità.

Inoltre, la comunicazione virtuale, ha contribuito ad allontanare da noi la comunicazione vera, quella fatta tra persone fisiche, e a farci dimenticare quella che avviene tramite il “contatto”, forse la più importante.

Se noi “giovani” questo lo dobbiamo ancora comprendere, gli Anziani sanno cosa significa la perdita di contatto fisico.

Nel corso della vita si può rimanere vedovi, inevitabilmente con il tempo ci si ammala e le conseguenze, a volte, possono portare a delle disabilità, e proprio in questi momenti critici arriva la Depressione, specialmente se ci si ritrova a vivere queste situazioni in solitudine.

Da fonti statistiche si stima che nel nostro paese circa il 20% degli Anziani che vivono ancora nelle proprie case presentano sintomi depressivi clinicamente importanti, mentre tra quelli ricoverati in reparti ospedalieri la percentuale risale a oltre il 30% e negli ospiti delle case di riposo si arriva al 45%. Queste differenze derivano dai vissuti di perdita della persona, che abbandona i propri riferimenti storici (la casa, le relazioni importanti) sia, come detto prima, alla maggior presenza di patologie fisiche e di disabilità in coloro che vengono ricoverati o istituzionalizzati.

Altre condizioni che predispongono alla depressione possono essere presenza continua di dolore fisico, conseguente all’invecchiamento e ai passaggi di alcune malattie. Ancora oggi non è semplice diagnosticare la depressione in una persona Anziana (solo il 50% delle depressioni senili vengono riconosciute correttamente, e di queste solo il 50% venga curato in modo adeguato), questo potrebbe derivare anche dal fatto che alcuni sintomi chiave, quali astenia, affaticamento cronico, disturbi del sonno, perdita di peso corporeo, accompagnano spesso il processo dell’invecchiamento.

Inoltre l’Anziano depresso tende a sottovalutare questo suo stato e non parla spontaneamente del suo malessere fisico ed emotivo, e anche se lo volesse fare, viene frenato dalla paura di non essere ascoltato, cambiando così anche l’atteggiamento verso gli altri, che spesso diventa diffidente e burbero.

 

Anziano_depresso

 

In Oriente, la depressione viene semplicemente identificata da un singolare stato di pena dello spirito, una sorta di “male di vivere”, e proprio perché riguarda un malessere generale può presentare diversi sintomi nell’anima e nel corpo.

A volte la depressione viene generata  da un evento infausto e  improvviso, generando un colpo al cuore che provoca un dolore acuto all’essere.

Qui la vitalità ne risente e la forza creatrice si spegne. Il Qi stagna nel torace, nel Cuore e nel Polmone. L’intero Shen, energia dello Spirito, ne risulta colpito, e di conseguenza, vengono colpiti tutti gli altri organi, che portano un gelido inverno nel Corpo e nello Spirito. Proprio per questo, per la Medicina Cinese, la depressione non è soltanto un problema psichico, ma piuttosto uno stato generale, più o meno grave, di sofferenza e blocco dell’intero Essere.

Lo Shiatsu è un importante e valido strumento per portare sostegno e aiuto anche per questo tipo di patologia.

Ho avuto il piacere e il privilegio di effettuare una serie di trattamenti su persone Anziane affette da Depressione nell’ultimo anno. Tutti loro si sono sottoposti con piacere a questi incontri con una regolarità settimanale, e tutti hanno avuto molti benefici che si sono tradotti in un miglior stato di benessere psico-fisico.

I miei amici longevi, dopo il primo trattamento, dove solitamente capiscono di cosa si tratta, si sono piano piano lasciati andare  sotto le mie pressioni, si sono lasciati andare alle loro sensazioni , anche alle proprie emozioni  più profonde , che spesso sono state tenute chiuse dentro di loro per troppo tempo.

Per una volta a settimana mi sono presa cura di loro , senza usare molte parole, ma usando quella comunicazione non verbale tra operatore e ricevente, che prende vita grazie a questa splendida Arte. Mi hanno permesso di entrare nel loro cuore e hanno arricchito me di emozioni stupende.

E’ stato commovente vedere i loro occhi che, dopo qualche trattamento, brillavano di una luce diversa; vederli estremamente felici solo per essere riusciti ad abbassarsi per raccogliere qualcosa da terra senza avere dolori, o per essere riusciti a trascorrere la notte dormendo senza risvegli e senza tranquillanti, per essere riusciti a camminare con più equilibrio ed è stato molto toccante sapere che avevano più fiducia in loro stessi, E’ stato immensamente gratificante sentirsi dire che un trattamento così sarebbe necessario spesso per sentire meno il peso della vecchiaia e della solitudine.

Per molti di noi questi risultati possono sembrare estremamente semplici, ma per chi vive nella difficoltà di movimento e di dolore fisico, nonché di questo “male di vivere”, sono traguardi grandiosi, che accompagnano la persona a guardare la propria condizione e la propria vita con una maggiore consapevolezza

Roberta Belardi